Saga di Grettir il Forte

15 Aprile 2026 dalle 17.30 alle 18.45

COSA: incontri
DOVE: sala multimediale
COME: ingresso gratuito
QUANDO: mercoledì 15 aprile, ore 17.30

Capolavoro della letteratura medievale nordica, che spicca tra le ultime "Saghe degli islandesi", la storia di una delle figure più avvincenti e complesse della leggenda norrena, segnata tanto dal trionfo quanto dalla tragedia.  

Poeta e guerriero dalla forza sovrumana, fuorilegge e giustiziere di mostri, eroe epico e reietto, Grettir Ásmundarson rimane una delle figure più amate e complesse dell’universo delle saghe, ispirato a un personaggio realmente esistito nell’XI secolo e trasfigurato nella leggenda. «L’uomo più coraggioso che abbia mai vissuto in Islanda», eppure così irascibile e focoso da uccidere innocenti ed essere braccato a vita dalla legge e dalla vendetta, così irruente da non capire che «fortuna e capacità non vanno assieme» e da sfidare la sorte che si accanisce contro di lui come una maledizione. Discendente dei fieri vichinghi che si ribellarono alla corona norvegese approdando in Islanda, Grettir non può adattarsi alla società contadina di fede cristiana nata dopo la colonizzazione dell’isola. Il suo mondo è quello degli antichi miti norreni e delle furiose battaglie contro i mostri e i troll che incontra sulla sua strada. Ma è proprio l’uccisione di un draugr, un morto vivente che infesta le campagne, ad attirargli il maleficio che lo condanna al bando dal consorzio umano e a vivere – lui che non ha paura di nulla – nel terrore del buio, al punto di non poter più passare la notte da solo. E sarà ancora la magia ad avere infine la meglio sulla sua forza, portando il fratellastro Þorsteinn a inseguire la vendetta fino alla sensuale Costantinopoli. Considerato un capolavoro dell’età d’oro delle saghe, che fonde il vivido realismo del genere con il fascino quasi gotico del soprannaturale, quello di Grettir è anche un profondo dramma umano sul coraggio e il prezzo del destino, sulla strenua lotta per l’onore di fronte alla rovina.

Cristiano Vecli (1972), ha iniziato a lavorare in fabbrica nel 1989. Negli anni successivi, spinto da una forte motivazione personale, ha ripreso gli studi conseguendo nel 2014, in tre settimane lavorative, il diploma presso l’Istituto Don Milani e, nel 2016, la certificazione C2 in inglese britannico. Per molti anni è stato titolare di uno storico negozio di casalinghi nel centro di Rovereto, divenendo un punto di riferimento per la comunità locale, e ha mantenuto una costante partecipazione alla vita culturale del centro storico. Dal 1994 frequenta regolarmente l’Islanda, dove ha sviluppato legami personali e culturali. Coltivando con tenacia un interesse nato per passione, ha studiato da autodidatta la lingua islandese fino a tradurre integralmente la Grettis saga, con la supervisione di Fulvio Ferrari, affrontando con rigore uno dei testi più significativi della tradizione norrena. Ha inoltre tradotto altre tre saghe e due romanzi in attesa di pubblicazione. La sua figura unisce radicamento nel territorio e autentica curiosità intellettuale, sostenuta da determinazione e spirito di ricerca.

Fulvio Ferrari (Milano, 1955), professore ordinario di Filologia germanica all’Università di Trento, è traduttore dal tedesco, dalle lingue scandinave (svedese, norvegese, danese e islandese) e dal nederlandese dagli anni Ottanta. Laureato in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, ha frequentato corsi di Lingua nederlandese e Lingue e Letterature scandinave all’Università degli Studi di Milano. Collabora con diverse case editrici, per le quali ha tradotto classici e premi Nobel, come pure voci di punta della narrativa contemporanea, tra cui – oltre a Stig Dagerman – Pär Lagerkvist, Cees Nooteboom, Knut Hamsun, Hans Christian Branner, Torgny Lindgren, Göran Tunström, Fredrik Sjöberg, Gerard Reve e le antiche saghe islandesi. Nel giugno 2016 gli è stato assegnato il Premio Gregor von Rezzori per la migliore opera di traduzione italiana.

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