Mountains are better than art

Dal 05 Giugno 2026 al 25 Giugno 2026

COSA: mostra
DOVE: Biblioteca Civica G. Tartarotti
COME: ingresso gratuito
QUANDO: da venerdì 5 giugno a giovedì 25 giugno 2026

INAUGURAZIONE: venerdì 5 giugno, ore 18.00

Mountains are better than art? Le montagne sono meglio dell’arte? Da oltre due millenni l’uomo si interroga sul rapporto tra arte e natura, sui significati della rappresentazione e, in fondo, su cosa sia l’arte: l’arte è rappresentazione di emozioni? Di stati d’animo? Di puri concetti umani? Di rapporti con l’oggetto raffigurato? È la forma più alta di comunicazione oppure è espressione del personale gusto estetico? Ogni volta che mi accingo a lavorare ad una nuova opera mi appaiono queste domande, che suscitano a volte un senso di disagio e smarrimento che svanisce man mano che mi concentro sull’opera stessa ed
entro nel vivo del lavoro.
Non rappresento montagne semplicemente per catturarne l’immagine; guardo e dipingo la montagna come luogo di riflessione, come punto di contatto tra cielo e terra, tra sconosciuto e conosciuto, tra ultraterreno e terreno, soprannaturale e naturale.
Fondamentale nella lettura della mia opera è tenere conto che oltre la montagna fisica inseguo sempre quella concettuale, che rappresento in modo essenziale.
Mi interessa quindi raccontare i contrasti, la dualità insita nel mondo della natura umana e della montagna. Per questo i cieli sono bianchi, in contrasto con i pieni della roccia. Il cielo neutro come assenza, come un nulla sconosciuto che isola l’immagine della montagna come presenza mistica, sacrale, entità forte e al contempo materna.
Della montagna scelgo il silenzio, l’aspetto poetico e metafisico. Prediligo i paesaggi rocciosi dolomitici, le sedimentazioni calcaree che sono funzionali al mio gesto pittorico, al mio alfabeto segnico e che favoriscono un approccio meditativo.
La montagna, infine, come metafora: come le vette dolomitiche nascono dalle profondità marine e nei millenni si sono elevate verso il cielo, analogamente anche noi, per arrivare al nostro punto più alto, dobbiamo prima toccare e oltrepassare un nostro abisso interiore”.

Marcello Nebl

Marcello Nebl 

Figlio ed allievo del pittore post divisionista ed incisore Silvano Nebl (Cles, 1934-1991), Marcello Nebl (Cles, 1977) è conservatore dei beni culturali, curatore indipendente e artista multidisciplinare che si dedica principalmente alla pittura e al disegno, oltre che all’installazione, alla poesia visiva e alla grafica.
Nel 2017 ha inaugurato il progetto “Mountains are better than art” dedicato alla montagna ed in particolare alle pareti rocciose delle Dolomiti, concentrandosi sul rapporto tra uomo e natura, sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, sull’avvicinamento al sublime tramite la rappresentazione di dualismi e di contrasti.
Fra le recenti mostre personali si segnalano “Mountains are better than art” nell’ambito di Art City Bologna 2023 in occasione di Artefiera, “Echi” nell’ambito del programma ufficiale del Trento Film Festival della Montagna 2023, “Detail” presso la Galerie90 di Mühlbach/Rio Pusteria (2024) e “Vom Abgrund zum Gipfel” presso la Zeillergalerie di Reutte, in Austria (2025).
Sue opere sono incluse in collezioni pubbliche e private, sia in Italia che all’estero (USA, Francia, Germania, Austria, Principato di Monaco, Polonia, Nuova Zelanda). Fra le collezioni pubbliche si citano quelle Pinacoteca del Centro Studi per la Val di Sole, del Comune di Reutte in Austria e del Comune di Slawno in Polonia.

Locandina