The surprise of life

Dal 22 Marzo 2016 al 03 Aprile 2016

Mostra fotografica di Gianluca Balocco. A cura di Francesca Bacci.

L'evento fa parte della manifestazione "EURITMIE: talenti diversi accedono alle arti". Terza edizione.

Martedì 22 marzo, ore 18.00, sala multimediale: presentazione della mostra con Francesca Bacci

Sabato 2 aprile, ore 17.30, sala multimediale: incontro con l'artista Gianluca Balocco, in occasione della Giornata mondiale dell'autismo 2016

Nelle parole dell’artista, Gianluca Balocco:
La sorpresa è una delle emozioni maggiormente condivisibili nei diversi stadi psicologici ed evolutivi della mente dell'uomo. La purezza e l'origine ancestrale di questa emozione coinvolgono l'uomo, che sia bambino, adulto o anziano, e si manifestano attraverso uno scarto emotivo che genera uno stato di piacere. Per il progetto “The Surprise of Life”, sono state donate a sei ragazze autistiche una piccola pianta per ciascuna. Messa nelle loro mani, diventa un simbolo: la vita ci regala la bellezza della natura e del pianeta attraverso l'energia vitale degli esseri viventi vegetali.
I bambini autistici hanno difficoltà a comunicare con noi, apparentemente. In realtà la difficoltà sta in noi adulti, nella differenza di approccio tra il nostro sistema comunicativo e quello percettivo dei ragazzi. Questo gap comunicativo è simile a quello tra esseri umani e piante. Gli esseri umani raramente riconoscono in queste l'origine della vita, e ancor meno le giudicano degli esseri viventi dotati di sensibilità e intelligenza. Nella mitologia greca spesso le piante manifestano una forma di vita magica, contenendo la sensibilità e l'anima divina.
Con questo lavoro si vorrebbe offrire una visione differente e sfatare il pregiudizio che talvolta si manifesta, anche inconsciamente, nella mente delle persone che avvallano come "normale" solo ciò che è consolidato e comune nelle proprie abitudini. Queste ragazze, sia a livello emotivo che percettivo, non hanno delle disabilità ma più precisamente delle differenze o bio-diversità.
Il progetto che propongo vuole indagare su quelle emozioni, come "la sorpresa", che manifestandosi in modi diversi rivelano l'autenticità e l'originalità di un approccio non oscurato e non deformato dai paradigmi sociali, e che in queste ragazze si mantiene ancora puro, vicino alle sensazioni originarie dell'uomo.
Le foreste e le piante sono state per l'uomo il primo vero tempio, il primo luogo di meditazione e di contatto con l'aldilà, le piante incarnano il sapere del mondo. Nel progetto queste piccole piante, poste nelle mani delle ragazze, saranno il simbolo del dono della vita ancestrale.
La curatrice, Francesca Bacci:
Un set fotografico semplice, multisensoriale: pareti bianche, un tappeto di foglie a terra, un tavolo bianco, una sedia, un lenzuolo candido. Luci soffuse di colore blu, simbolo dell’autismo, creano un’atmosfera tranquilla e magica. Un regalo sta per arrivare: c’è attesa, anticipazione, apertura di un sorriso imminente. Piccoli alberi nudi offrono la loro geometria come una sorpresa. In mano, interi, perfetti, incarnano la presenza di un incontro, un romantico tête-à-tête di vita con vita, entrambe in trasformazione, ma allacciate in questo luogo lungo il filo di un momento che si protrae. Dialoghi di pelle, suoni, odori che esprimono, più di ogni altra cosa, l’inadeguatezza delle parole.

GIANLUCA BALOCCO
Come autore e fotografo mi occupo di antropologia e ambiente. Nella mia ricerca di artista considero la fotografia come uno specchio della realtà che genera il vero. Il vero non è la realtà ma è ciò che si manifesta di essa nel suo divenire immagine.

CENNI BIOGRAFICI
All'inizio degli anni '80 studia tecnica della fotografia, che presto diventa il suo mezzo espressivo. Nel 1993 presenta alla XLV Biennale di Venezia il risultato del suo lavoro con un'installazione fotografica e video. Tra le expo principali di questi anni ci sono il Museo per l’Arte Contemporanea di Umbertide, Mistero e Mito nei musei Fukuyama Museum of Art, Chiba Prefectural Museum of Art, The Museum of Art - Kockhi, Ilda City Museum. Museo Correr Venezia - Cinque Stanze tra arte e depressione (A. Bonito Oliva). Nel 1995, in collaborazione con alcuni psicoanalisti, inizia una nuova ricerca in cui tratto l'immagine fotografica come oggetto mentale di un “pensiero collettivo”. Nel 1997 è invitato a realizzare un'installazione al Lingotto di Torino per il Centenario della nascita di Bion. Tra i cortometraggi girati nel corso degli anni ’90 ci sono The Tube (1994), I poeti non hanno ombra (1995), Brain Beat (1995), Rapid Eyes Movements (1996), Twenty Five Thousand Days (1996), October (1997). Molto intensa l’attività espositiva, che continua ininterrotta. Degli ultimi due anni soltanto, si possono ricordare mostre a Verona (Isolo17 e Art Fair), Mantova (Sinagoga Norsa) e Biblioteca Teresiana), Pordenone (Pordenone Legge), Torino (Circolo dei Lettori), Milano (Accademia di Brera e Ciaccio Arte, Spazio Big Santa Marta), Rovereto (Biblioteca Civica e Mart-Galleria Civica di Trento), e Pisa (Museo d'Arte Moderna Palazzo Lanfranchi).