La scuola roveretana di liuteria

Dal 28 Marzo 2017 al 18 Aprile 2017

Due protagonisti: Luigi Mozzani (1869-1943) e Tullio Bertè (1928-2013). Mostra documentaria e fotografica a cura della Biblioteca civica

SCUOLA DI LIUTERIA "LUIGI MOZZANI" - ROVERETO (a cura di Marco Tiella).

Nel 1940 il famoso chitarrista e didatta Luigi Mozzani (1869-1943) propose all'Amministrazione Comunale di Rovereto di trasferire a Rovereto la Scuola di Liuteria che aveva fondato e diretto a Bologna (1929-1935), mettendo a disposizione non solo la rinomanza della sua produzione di strumenti ad arco e a pizico, ma anche tutti gli strumenti musicali e il materiale grezzo o semilavorato (contenuto in più di 600 grosse casse). In seguito a un accordo col Comune, il 25 settembre 1942 venne stilata una convenzione per creare la "Liuteria comunale Luigi Mozzani", inaugurata ufficialmente il 12 ottobre seguente ma già operante da diversi mesi: il clima trentino, secco e fresco, garantiva la buona conservazione dei legni. Nel laboratorio vennero realizzati «istrumenti a corda, e cioè violini, viole, violoncelli, contrabassi, mandolini, mandole, mandoloncelli, mandoloni, chitarre ecc., provvedendo alla confezione di ben quarantadue tipi diversi di istrumenti» (Intelisano-Tiella, 1990, p. 55). Vi lavorarono dapprima, oltre alla moglie Alfonsina Tassinari (maestra di verniciatura) e alla nipote Carmen Lenzi Mozzani (segretaria), tre dipendenti e alcuni apprendisti. La scuola cominciò a funzionare nel 1942, ma a causa degli eventi bellici e della malattia che colpì Luigi Mozzani, in seguito alla quale morì nell'agosto del 1943, l'attività didattica cessò, per riprendere saltuariamente nei primi anni successivi alla fine della guerra.

Essendo cambiate molte delle condizioni che avevano reso celebre Luigi Mozzani, l'Amministrazione Comunale ritenne opportuno chiudere la scuola e mettere in vendita strumenti e materiali, che furono ceduti ad alcuni commercianti e alla scuola di liuteria di Città del Messico, nel frattempo fondata. Venne così dispersa anche una pregevole collezione di strumenti storici per o più a pizzico.

LUIGI MOZZANI (1869-1943) (da wikipedia.org/wiki/Luigi_Mozzani)

Luigi Mozzani, chitarrista, fu anche grande esecutore, didatta, compositore e liutaio. Nacque a Faenza il 9 marzo 1869. All'età di nove anni, apprendista da un barbiere dilettante di clarinetto, si avvicinò a quello strumento e alla tromba, venendo ammesso come allievo di clarinetto alla Scuola comunale di musica di Faenza nel 1883, con risultati notevoli. Intorno al 1890 fu ammesso al Liceo musicale di Bologna come studente di oboe sotto la guida di Gustavo Gastelli, ma intraprese anche lo studio della chitarra, della quale ebbe rapidamente grande padronanza. Nell'aprile del 1891 effettuò una tournée in Germania, Francia, Spagna e Algeria come solista di chitarra e oboe. Il 7 giugno 1892 ottenne il diploma in oboe al Liceo musicale di Bologna e nel 1893, presentato da Gastelli, il ruolo di primo oboe nel Teatro San Carlo di Napoli. Presto le sue tournée lo portarono in America dove visse per due anni (1894-1896) e dove pubblicò a New York i tre volumi degli Studi per chitarra. Si stabilì quindi a Parigi dove entrò in contatto con i più grandi chitarristi attiva in quel momento: Alfredo Cottin, Gelas e Miguel Llobet. In Francia scrisse 8 Pezzi per chitarra solista iniziò ad interessarsi alla liuteria e precisamente alla costruzione della chitarra. Nel 1899 pubblicò diversi brani per chitarra, tra cui la famosa Preghiera. Fece tournée in Inghilterra, dove visse per circa sei mesi, in Francia, in Germania e in Austria. Nel 1906 presenta una anonima Serenata al concorso musicale italiano della rivista Il Plettro, che vince il primo premio; tale lavoro viene poi pubblicato con il titolo Feste Lariane, aria con variazioni. Tra il 1905 e il 1908 Mozzani è in tournée in Germania e in Austria dove pubblica, a Berlino, i pezzi Colpo di vento (Wind Gust), Mazurka e Valzer lento. Durante il primo decennio del 1900, Mozzani torna in Italia e si trasferisce definitivamente a Cento, in provincia di Ferrara, e apre la sua prima liuteria dove costruisce vari modelli di chitarra. Insieme alla attività di liutaio continua quella di concertista, docente e compositore. Nella sua liuteria realizza un modello di chitarra-lyra e brevetta nel 1912 un dispositivo in grado di regolare l'angolazione del manico attraverso un sistema di viti. Tra il 1910 e il 1924 costruisce nella sua liuteria, oltre ai vari modelli di chitarre anche strumenti ad arco e a plettro. Nel 1914 riprende la sua attività concertistica che lo ha porta in moltissime le città italiane. Nel 1916 la morte della figlia Giulietta lo colpisce profondamente e decide di abbandonare l'attività concertistica che effettivamente riprenderà solo dopo il 1930. Trasferisce la sua liuteria a Bologna e poi, nel 1942, a Rovereto dove morirà nel 1943.

TULLIO BERTE' (1928-2013)

Tullio Bertè nacque a Rovereto il 18.08.1928, Il padre Domenico era ferroviere, la madre Amelia casalinga. Entrò nella scuola di liuteria Mozzani nel 1941 grazie all'interessamento di Erminio Galvagni falegname ed ebanista che già lavorava presso la scuola. Seguì i corsi di costruzione dei vari tipi di strumenti sino al 1947 sotto la guida di Rino Federici e, nei primi anni, con la supervisione dello stesso Mozzani. Nel periodo scolastico costruì circa 16 violini, e molti tra mandolini e mandole. Con Carmen Lenzi Mozzani imparò a suonare la chitarra, alla domenica, e a volte Mozzani gli impartiva qualche lezione di chitarra. Finita la scuola fece vari concerti nelle cittadine nei dintorni di Rovereto. Nei primi anni '50 aprì un laboratorio in via S. Maria a Rovereto, dove costruì chitarre per il Maestro Rubens Reali, insegnante di chitarra in una scuola di Brescia. Nel 1956 trovò lavoro come verniciatore presso la ditta di mobili Tamburini di Rovereto, ma per problemi di salute dovuti all'intolleranza delle vernici si licenziò. Grazie all'interessamento del liutista Heinz Bishoff, nel 1960 si trasferì a Coblenza (Germania) presso un grande negozio di strumenti musicali, "Musik Klein", dove rimase a lavorare un anno. Il lavoro di costruzione della chitarra avveniva in serie: c'erano vari lavoranti e ognuno costruiva un pezzo dello strumento che poi altri assemblavano.
Ritornato in Italia, fu assunto a Milano presso la ditta "Monzino" in via Donatello 5, al posto di Carlo Raspagni che aveva lasciato la ditta "Monzino" per aprire un' attività in proprio a Vignate. Nella ditta lavoravano una dozzina di liutai ed ognuno costruiva uno strumento completo. Bertè costruì chitarre classiche per due anni, tra il 1961 e il 1963. Alla fine del 1963 ritornò a Rovereto ed aprì un laboratorio in via S. Maria n. 54, costituito da due stanze al piano terra. Nel 1966 trasferì il laboratorio in corso Betrini n. 66, a pochi passi dal teatro "R. Zandonai", luogo ideale per un costruttore di strumenti. Vi svolgeva pure l'attività d'insegnante di chitarra, alternando l’attività liutaria con l'insegnamento. Nel 1967 si sposò con Fiorella ed ebbe due figli: Alessandro ed Elena. Nella sua lunga attività di liutaio Tullio Berté costruì moltissime chitarre, violini, violoncelli, qualche contrabbasso ed alcune viole da gamba. Come modelli, sia per le chitarre che per i violini, utilizzò le forme della scuola Mozzani. Cessò l'attività di liutaio nel 1992, anno in cui si ritirò in pensione. morì nel 2013.