Ischia e le sue forme: elegia in bianco e nero

Dal 30 Giugno 2017 al 01 Agosto 2017

Mostra personale dell'artista Gino Di Meglio.

Ischia, il luogo del cuore, e tre tecniche antiche. È la formula che sta alla base della mostra antologica di Gino Di Meglio, ospitata dalla Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto dal 30 giugno al 1° agosto 2017. Fotografie di grande formato che interpretano paesaggi, particolari e forme dando loro una veste irripetibile.
Esistono doni che lasciano il segno. Per Gino Di Meglio, avvocato ischitano che da decenni immortala il proprio contesto, tutto ebbe inizio più di quarant’anni fa grazie a una Pentax Spotmatic f, fotocamera reflex di prim’ordine regalatagli a sedici anni dalla madre. Da allora, Di Meglio fotografa un solo soggetto: Ischia, l’isola nella quale da sempre risiede.
Fermo difensore dell’analogico - ovvero dello scatto e dello sviluppo manuale, in contrapposizione al digitale – Di Meglio presenta a Rovereto 45 fotografie di grande formato, realizzate con la sua Linhof Master Technika e stampate con tecniche poco note o quasi estinte, “perché la riscoperta di processi fotografici storici, o alternativi a quelli industriali di massa, possa incuriosire un pubblico di ogni età”, e ispirare nuova attenzione alla componente manuale dell’arte fotografica.
Una prima sezione – 25 stampe inedite, di formato 30x40, realizzate con la tecnica della gomma bicromatata – ha per tema le forme. Particolari architettonici dell’isola di Ischia che hanno colpito l’autore per elementi arrotondati che “riassumono in sé e rievocano la tradizione mediterranea, e trasmettono un’armonia più completa rispetto all’angolo vivo” sono qui immortalati tramite un processo dalla storia antica. Messa a punto nel 1855 dal chimico francese Alphonse Louis Poitevin, la tecnica della gomma bicromatata (detta anche “acquatinta” per il colore assunto dell’acqua di spoglio) utilizza gomma arabica, bicromato di potassio e un pigmento, aggiunto per colorare l’emulsione. Il risultato finale dell’immagine, che non viene mai ritoccata, è determinato solamente dalla tecnica utilizzata. Questa tecnica richiede pazienza e grande perizia manuale. Sin dai suoi esordi, le fotografie realizzate con la gomma bicromatata risultarono talmente avvincenti da gareggiare con le opere degli esponenti del pittorialismo.
Una seconda sezione, dedicata alla flora ischitana, consta di dieci stampe argentiche 50x60 su carta baritata Bergger Prestige. Questo tipo di carta, di qualità eccelsa, viene ottenuto da stracci di cotone, lino o legni di vario tipo (pino, abete, pioppo o castagno). Tra la carta e l’emulsione viene steso un sottilissimo strato di solfato di bario: la purezza del suo bianco determina i bianchi della stampa, e permette di distinguere tutta l’ampiezza dei toni del grigio. Sulla carta baritata viene poi fissata un’emulsione fotosensibile costituita da alogenuri d’argento. Un viraggio finale nel selenio dona alle immagini un’intonazione di inconfondibile dinamismo, e favorisce una conservazione d’archivio ottimale perché impedisce l’ingiallimento.
L’ultima sezione, anch’essa dedicata alla natura di Ischia, comprende dieci stampe Lith 50x60. Il procedimento di stampa, analogo a quello seguito per le baritate, differisce per il tipo di acidi utilizzato, e può richiedere un’intera giornata di lavoro. Attraverso specifici bagni chimici di sviluppo, le tonalità cromatiche virano verso il marrone bruciato, donando all’immagine alte luci (questo il nome delle zone chiare) più fini e sottili, e una complessiva drammaticità; se trattate con viraggi al selenio, all’oro e al seppia, permettono combinazioni che vanno dal bleu al giallo ocra.  
Nota biografica
Nato a Ischia, dove tutt’ora risiede, Gino Di Meglio svolge la professione di avvocato. La sua passione per la fotografia lo accompagna da oltre quarant’anni. Promotore e difensione dell’analogico, Di Meglio utilizza una Linhof Master Technika ed effettua personalmente lo sviluppo di ogni sua immagine.
Le fotografie di Gino Di Meglio, esposte sia in Europa che in America, hanno ricevuto premi e riconoscimenti internazionali; tra di essi, nel 2000, la menzione speciale al Concorso fotografico internazionale di Locarno.
Dal 2014 è membro del Gruppo Rodolfo Namias, collettivo della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche.