Figure

Dal 11 Dicembre 2015 al 10 Gennaio 2016

Mostra di opere su tela di Valter Filippini, realizzate con tempera e tecnica mista.

Le ordinarie epifanie di Valter Filippini
"L’intento è dichiarato: produrre poesia e stupore nel segno di una semplicità figurativa che da sempre affascina e commuove. Bambini, artisti e folli: un misterioso convergere su forme primitive, stilizzate, dalla innata eleganza ed altrettanto irresistibilmente ironiche. Nel gran circo di omuncoli, umanoidi, omini di Klee, Dubuffet, Mirò, Appel e del primo Manzoni, per non dire delle testine coloratissime dell'indimenticato maestro roveretano Marco Klaus, recentemente scomparso, ci stanno pure le figure di Valter Filippini, altro lagarino, con le sue felici “distorsioni”, dentro cromie ben distribuite seppur selvagge. Ogni quadro una microstoria, di uomini, animali, fiori: eterni archetipi ispiratori delle più umili epifanie. Non ha bisogno la pittura di Filippini di racconti altisonanti, di grafie complesse, di profondità prospettiche: è tutto lì in superficie, bidimensionale, tribale, sincero, un po' magico. E neanche turbi più di tanto il sorriso lievemente ambiguo dei suoi protagonisti, mai crudele come in certi disegni infantili, solo innocente sberleffo alle brutture di un mondo senza poesia. Scrivevano lo stesso Piero Manzoni ed i suoi amici nel Manifesto “Per la scoperta di una zona di immagini” del 1956: “Il nostro modo è un alfabeto di immagini prime. Il quadro è la nostra area di libertà; è in questo spazio che noi andiamo alla scoperta, all'invenzione delle immagini; immagini vergini e giustificate solo da sé stesse, la cui validità è determinata solo dalla quantità di gioia di vita che contengono”.
Mai poetica fu più vicina all'arte di Valter Filippini ed alla “validità” delle sue opere."

Giacomo Bonazza