Prospettiva Bauhaus

Dal 06 Dicembre 2019 al 05 Gennaio 2020

In occasione del centenario del Bauhaus, il Mart e la Biblioteca civica di Rovereto organizzano due giornate di eventi e incontri di approfondimento. Primo appuntamento in Area educazione e mediazione culturale del Mart, con Nadia Melotti che parlerà di Wassilij Kandindiskij.
A seguire, venerdì 6 dicembre ore 18.00, inaugurazione della mostra bibliografica "Prospettiva Bauhaus" presso la Sala multimediale della Biblioteca Civica 

Mostra Bibliografica a cura di Danilo Curti-Feininger, Giuseppe Calliari e Maurizio Scudiero.

Il Depliant della mostra è scaricabile qui!

Il vivace fermento che anima il mondo dell’arte dagli anni Dieci del Novecento, prende voce attraverso movimenti, riviste e personalità che determinano gli indirizzi di scavo e ricerca. Nella cultura tedesca confluiscono molte energie innovative che partono dall’interno e accolgono l’esterno, declinate nei vari ismi, dall’Espressionismo e dalla sua urgenza di interpretare uomo e storia nella crisi al Cubismo, dal Futurismo all’Astrattismo. Intorno a questo crogiolo di idee e imperiose affermazioni di libertà di espressione viene alla luce un’editoria di alto impegno civile e culturale, tesa a promuove il dialogo tra gli artisti e la società, la nuova critica, i collezionisti, le istituzioni museali e didattiche. Come un taccuino di viaggio, questa piccola mostra curata da Danilo Curti-Feininger, Giuseppe Calliari e Maurizio Scudiero per la Biblioteca civica di Rovereto, raccoglie rari esemplari di quella fioritura di idee, in parte con grafica originale e provenienti da collezioni private. Vi si incontrano tra gli altri alcuni importanti volumi d’arte come dall’Altra parte di Alfred Kubin e Dello Spirituale nell’Arte di Wassily Kandinsky, cataloghi dello Sturm e Del Cavaliere azzurro.

All’indomani della prima guerra mondiale, sulle ceneri di un’Europa devastata sul piano sociale, politico ed economico, un nuovo progetto di sintesi e unione delle Arti – progetto che si innesta in una corrente di fervente energia utopica di matrice socialista - nasce come programma di formazione. Nella Repubblica di Weimar è la stessa città-simbolo della tradizione culturale tedesca a scommettere, nel 1919, sulla raccolta delle migliori intelligenze artistiche intorno ad una scuola statale: il Bauhaus. Nel disegno di ricostruzione civile il dialogo tra arte e artigianato, tra arte e tecnologia, tra creatività e vita quotidiana si declina nel Programma del Bauhaus pubblicato nell’aprile di quell’anno da Walter Gropius e illustrato da una xilografia di Lyonel Feininger, La Cattedrale. Gropius chiama a raccolta a Weimar gli artisti più innovativi, non provenienti dall’accademia: Lyonel Feininger, Gertrud Grunow, Johannes Itten, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Gerhard Marcks, Adolf Meyer, Laszlo Moholy-Nagy, Georg Muche, Oskar Schlemmer, Lothar Schreyer.

Le loro lezioni trovano divulgazione, assieme a quelle degli architetti e designer che si sono succeduti in cattedra dopo il trasferimento a Dessau, nelle collane editoriali del Bauhaus, attestando la graduale svolta verso l’architettura funzionalista e sociale e verso il design industriale. Accanto a diversi volumi originali dei Bauhausbücher, della rivista Bauhaus e del prezioso catalogo Bauhaus in Weimar (1923)sono impaginati in mostra diversi esemplari in originale e anastatica di riviste e libri di quella editoria di dibattito esplosa nell’immediato dopoguerra, nel clima di grandi attese che ha germinato il progetto pedagogico del Bauhaus. Troviamo tra le altre Die Aktion, Der Sturm, Der Anbruch, Das Hohe Ufer, Die Rote Erde, l’Europa Almanach e alcuni volumi di critica artistica contenenti grafiche originali. L’esposizione bibliografica che apre con i volumi utopici - L’altra parte e Dello Spirituale nell’Arte - si chiude con il catalogo Deutsche Kunst und Entartete Kunst del 1938, all’insegna della censura operata dal regime nazionalsocialista contro l’arte di ricerca, definita appunto arte degenerata. Il destino del Bauhaus era già stato segnato nel 1933 con la chiusura dell’ultima sede a Berlino che Mies van der Rohe tentò di far sopravvivere. Hermann Göring ne decretò la chiusura definendo il Bauhaus “un covo di bolscevismo culturale” e centro dell’arte degenerata. I protagonisti di questa stagione sono stati costretti alla diaspora e all’emigrazione.

La mostra include anche una rassegna di volumi di recente pubblicazione e i cataloghi prodotti nel 2019 dai nuovi musei nati per celebrare i 100 anni del Bauhaus, a Weimar e Dessau. Un viaggio guidato dal logo “Rot. Gelb. Blau.”, in parte raccolto nel video in proiezione.