Protagonisti. Ex libris di titolari celebri

Dal 20 Novembre 2018 al 02 Dicembre 2018

Mostra a cura di Cristiano Beccaletto

La mostra è dedicata agli ex libris di titolari celebri. Papi, presidenti, politici, giornalisti, scrittori, poeti, artisti, alpinisti, studiosi, musicisti ecc. ovvero personalità che abbiano lasciato un segno nella storia e/o nella specifica loro attività.

In collaborazione con la Biblioteca civica.

Inaugurazione mostra e presentazione catalogo: Martedì 20 novembre ore 17.30

La Biblioteca civica e il Comune di Rovereto, con questa mostra Protagonisti: ex libris di titolari celebri, curata da Cristiano Beccaletto e dedicata agli ex libris di personaggi famosi della cultura italiana ed estera, intendono ricordare Egisto Bragaglia (1916-2009) bibliofi-lo e studioso di ex libris e di iconologia, che ha lasciato la sua collezione di ex libris e la sua biblioteca alla città di Rovereto.
Egisto Bragaglia, nel legare questo suo patrimonio raccolto in tanti anni di attività assie-me alla moglie Tina alla nostra città, ha raccomandato alla nostra Biblioteca non solo di catalogare, conservare e valorizzare queste sue raccolte, ma anche di utilizzarle per favo-rire e promuovere il libro e la lettura soprattutto fra i giovani. Bragaglia, infatti, ricordava sempre come il suo amore per i libri fosse nato fin da quando era giovane e come avesse dialogato con essi per tutta la sua lunga vita: “Amo i libri più di ogni altra cosa al mondo – ha confessato – le persone sono un’altra categoria”. E ancora: “Il libro è la Grande Memoria dell’Umanità, alla quale ci lega un imprinting filiale, perché ci rivolgiamo ad essa, dopo il training infantile, per ottenere risposta alla nostra insaziabile sete di sapere (…); Ogni libro vive soltanto quando un lettore prende possesso del suo contenuto (…); Il libro è un motore di civiltà, è la banca dati dell’Umanità (…); I libri, in verità, sono la nostra memoria esterna e leggere significa attingere alla banca dati accumulata dalle generazioni che ci hanno preceduto. L’uomo raccoglie esperienze e la morte le can-cella; il libro conserva quei patrimoni (…)”. Quindi: noi siamo i libri che abbiamo letto.

Cristina Azzolini