Tra biblioteca e archivio. Il caso di Castel Thun. APPUNTAMENTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI

06 Dicembre 2017 dalle 18.00 alle 19.30

Per una riscoperta del Patrimonio archivistico - librario Trentino. L’incontro rivelerà l’importanza di una delle più importanti biblioteche private che hanno raccolto un significativo patrimonio librario e archivistico: la biblioteca di Castel di Thun del conte Matteo II figlio della bresciana Violante Martinengo Cesaresco. Interventi di Andrea Giorgi – Università di Trento, Giancarlo Petrella ed Edoardo Barbieri, Università Cattolica, coordina Gianmario Baldi, Biblioteca civica.

In occasione della presentazione del libro di Giancarlo Petrella: " I libri nella torre. La biblioteca di Castel Thun, una collezione nobiliare tra XV e XX secolo (con il catalogo del fondo antico)", ed. Olschki, 2017

Ai piedi delle Alpi, a nord di Vigo di Ton (Trento), si erge l’imponente struttura gotica di Castel Thun, residenza fin dal XIII secolo dei conti Thun, una delle più longeve casate dell’aristocrazia feudale mitteleuropea. Nel 1992 il complesso fu acquisito dalla Provincia autonoma che ha provveduto al trasferimento della raccolta libraria dalla sede originaria, la torretta sud-occidentale, ai depositi dell’Archivio provinciale da cui ora si affaccia come un interessante caso di studio. Quella che ancora chiamiamo biblioteca di Castel Thun è un organismo composito e stratificato sviluppatosi in oltre cinque secoli, espressione delle disordinate acquisizioni dei singoli membri della casata e dei loro diversi appetiti e inclinazioni culturali. Quali libri leggevano i conti a fine Quattrocento e quali durante il Secolo dei Lumi? E dove li acquistavano? Il volume, fra riflessioni metodologiche, piste di ricerca e ricostruzione storico-bibliografica, prova a rispondere anche a questi interrogativi attraverso un inesausto lavoro di scavo e l’analisi diretta del patrimonio librario e di una ricca documentazione archivistica che consente di rimediare, almeno sul piano storico-documentario, alle irreparabili alienazioni cui fu costretto Matteo II nel tardo Ottocento. Segni d’uso e di dono, frammenti di inventari, fatture di librai e missive concorrono a delineare quella che fu una floridissima biblioteca nobiliare, dalle origini quattrocentesche alle dolorose dispersioni di epoca moderna.