Laboratorio Carta a mano

La carta, oltre all'inchiostro, è uno degli elementi essenziali per stampare. Per questo è attivo in Biblioteca un "Laboratorio Carta a mano", per produrre artigianalmente questo supporto.

La fabbricazione di carta a mano ha origini antichissime, è iniziata in Cina nel 105 d. C., poi si è diffusa in estremo oriente, successivamente nei paesi arabi e nel nord Africa; in Italia la produzione è iniziata nei primi anni del 1200 ad Amalfi (Salerno) e a Fabriano (Ancona).

I mastri cartai di Fabriano, oltre a diffondere la tecnica di produzione della carta a mano nel nostro paese, hanno innovato il sistema di fabbricazione e migliorato la qualità della carta, in particolare:

  • meccanizzando il sistema di raffinazione delle fibre, mediante l’invenzione delle pile a pestelli multipli, comandati da ruota idraulica e maglio;
  • introducendo il sistema di collatura con gelatina animale, che ha migliorato la durata e la resistenza della carta;
  • inventando la filigrana, un disegno che si può vedere osservando la carta in controluce; la filigrana è molto importante per la produzione di carta moneta.

Per secoli la produzione di carta è avvenuta utilizzando fibre di canapa, lino e cotone, provenienti dagli stracci. Divenuti insufficienti questi materiali fibrosi per soddisfare la sempre maggior richiesta di carta, intorno al 1850 è iniziata la produzione di cellulosa e di pasta legno per uso cartario. La cellulosa e la pasta legno si ricavano dagli alberi (di abete, pino, pioppo, faggio, ecc.). La prima si ottiene trattando il legno sminuzzato con processi chimici ad alta temperatura, per liberare le fibre dalle altre sostanze che costituiscono il legno; la seconda sfibrando il legno con mole abrasive e acqua. La pasta legno, per semplicità produttiva e resa, è un prodotto molto più economico rispetto alla cellulosa, ma è qualitativamente meno pregiata. Si utilizza principalmente per la carta da giornali, libri e stampati economici, che non devono durare a lungo. La carta prodotta esclusivamente con sola cellulosa o altre fibre vegetali è ovviamente più costosa, ma è qualitativamente superiore, e se ben conservata, rimane inalterata nel tempo.

Per poter produrre la carta, gli stracci e/o la cellulosa devono essere preventivamente preparati e “lavorati”. Innanzitutto si devono separare le singole fibre e poi queste devono essere “raffinate” per consentire la formazione del foglio di carta uniforme e resistente. Per realizzare il foglio di carta si utilizza la “forma” che è costituita da un telaio, originariamente di legno, sul quale viene montata una rete di bronzo fosforoso a maglie finissime e da una cornice di legno (detta cascio) che si incastra sul telaio e che serve per delimitare i contorni del foglio (formato).

La forma completa viene manualmente immersa in una tinozza contenente le fibre raffinate e ben disperse nell’acqua, poi, tenendola orizzontale, si solleva e si estrae dalla tinozza. In questo modo l’acqua scola attraverso le maglie della rete e su questa rimane il foglio di carta umido, che viene poi distaccato comprimendo la forma contro un feltro di lana e messo quindi ad asciugare all’aria.

Nel nostro laboratorio viene prodotta carta a mano utilizzando cellulose di abete, di faggio e linters di cotone. Queste, dosate per raggiungere un concentrazione del 2%, vengono aggiunte all’acqua all’interno dello “spappolatore". Questa macchina, che è simile ad un grosso frullatore, per mezzo di una girante, mossa da un motore elettrico, che ruota ad alta velocità, riduce la cellulosa allo stato di fibre elementari. Le fibre singole disperse nell’acqua vengono successivamente immesse nel “raffinatore olandese”, così denominato perché inventato in Olanda intorno al 1600. In questa macchina, un tamburo comandato da un motore elettrico e munito di lame di acciaio fissate sulla circonferenza, ruotando e sfiorando altre lame, montate su una platina sottostante, “raffina” le fibre tagliuzzandole e creando sulla superficie di queste, tante fibrille. La forte idratazione e le fibrille, create sulla superficie esterna delle fibre, servono per formare stretti legami tra queste, quando si produce il foglio di carta. La durata della raffinazione dipende dal grado di raffinazione desiderato per produrre ogni specifico tipo di carta. Il grado di raffinazione viene misurato utilizzando l’apposito apparecchio Shopper-Riegler. Terminata la raffinazione, l’impasto di fibre viene dosato e immesso in una tinozza. Qui si aggiunge molta acqua fino a raggiungere la concentrazione dello 0,2% circa di fibre. In questa maniera le singole fibre risultano ben disperse nell’acqua e questo per consentire una uniforme distribuzione di queste sulla forma utilizzata per produrre il foglio di carta.

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