Isola

Dal 20 Marzo 2018 al 08 Aprile 2018

Fotografie di Florindo Rilli - Cagli (Pesaro Urbino)

La sua fotografia va oltre l’infinito e il definibile, non si propongono frammenti di senso o significato logico; il labirinto dei simboli emerge sconcertante. L’intensa attività trans-personale echeggiata dai suoi lavori conduce lo stesso osservatore ad un analisi che va oltre alla mera immagine.

A cura della Biblioteca civica

Inaugurazione: martedì 20 marzo ore 17.30, Laboratorio Arte Grafica

Florindo Rilli nasce a Cagli (Pesaro Urbino) nel 1962 dove oggi vive e lavora. Egli può essere definito un poeta visivo, più che un semplice fotografo; in un continuo gioco che coinvolge il reale e l’introspezione. Il modo con il quale egli rappresenta un’emozione scaturisce da logiche che in seguito vengono sviluppate dalla coscienza in forme e traslitterazioni dal reale. Ha un contatto con la fotografia profondo, viscerale, magico. Attraverso i suoi strumenti ( mirino, otturatore, prospettiva) va a caccia dell’apertura dell’io sul mondo, dell’emancipazione della realtà. Si propone di “educare l’anima oltre lo sguardo”. La sua fotografia va oltre l’infinito e il definibile, non si propongono frammenti di senso o significato logico; il labirinto dei simboli emerge sconcertante. L’intensa attività trans-personale echeggiata dai suoi lavori e conduce lo stesso osservatore ad un analisi che va oltre alla mera immagine. Florindo Rilli con la sua creatività fotografica ci trascina fino alla ricerca che, partendo dagli angoli più remoti di noi stessi, approda all’universale.

Le foto risalgono al 2006 e non sono mai state esposte, si tratta di una ricerca in analogico ispirata al pittore americano Edward Hopper. Il procedimento tecnico è stato quello di scegliere per questo lavoro, rischiando di vanificare il progetto, l’utilizzo di pellicole scadute Kodak dia 64 iso per luce artificiale sviluppate in C41. Le stampe sono uniche, poiché il negativo non è più utilizzabile. La combinazione di questi elementi ha fatto si che il risultato fosse totalmente insperato e per certi versi sorprendente. Un premio al mio bisogno insanabile di sperimentare sempre, sfiorando il rischio di trovarmi tra le mani un caos di colori tra forme scombinate e prive di qualsiasi energia.